To overcome prejudice, intolerance, and bigotry—and the suffering they cause—
through the educational use of the Institute’s visual history testimonies
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“La scuola è
aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è
obbligatoria e gratuita.
I capaci e
meritevoli, anche se privi di mezzi hanno diritto di raggiungere i gradi più
alti degli studi.
La
Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle
famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”
(Costituzione,
art. 34)
L’intervista di PieroTerracina consente di
conoscere l’esperienza vissuta dai ragazzi ebrei nel 1938, quando furono
espulsi dalle scuole.
Il percorso potrà articolarsi verso lo studio
dello sviluppo del diritto allo studio in Italia e discutere delle ragioni che
fecero ritenere opportuna al fascismo l’adozione dell’espulsione dalle scuole e
dall’insegnamento come“primo” provvedimento concretamente
persecutorio nei confronti degli ebrei italiani.
Possibili argomenti di discussione:
Qual è il ruolo
della scuola nella formazione del cittadino?
Perché si
ritenne particolarmente importante separare ebrei e non ebrei proprio in
ambito scolastico?
Quali sono
state le tappe del diritto allo studio in Italia?