Warsaw Ghetto Uprising: Arminio Wachsberger

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Arminio Wachsberger

Language: Italian

Alla fine di gennaio 1944, Arminio, insieme ad altri prigionieri, viene trasferito da Auschwitz II-Birkenau a Warschau[1], nel campo di concentramento sorto sulle rovine del ghetto di Varsavia. Il lavoro consiste nel recupero di tutto il materiale ancora utilizzabile. Con un piccolo gruppo di italiani, ha il compito di recuperare i mattoni delle case distrutte, pulirli, ammassarli in grandi blocchi che i tedeschi rivendono poi ai contadini del luogo. Altro compito è quello di scendere nelle fogne e nei cunicoli sotto il ghetto, per recuperare dai numerosi cadaveri  giacenti, oggetti di valore e tutto quello che si trovava. Arminio racconta l’incontro con un ebreo sopravvissuto e lì nascosto.

Nato a Fiume nell’Impero austro-ungarico (oggi Rijeka, Croazia) il 4 novembre del 1913 Arminio Wachsberger crebbe in una famiglia ebrea ortodossa. Nel 1934, a 21 anni, Arminio venne chiamato al servizio di leva italiano (Fiume fu italiana dal 1924 al 1947) e dopo aver terminato il servizio attivo nel 1935, si stabilì a Roma e iniziò a lavorare per i servizi segreti italiani.  Sposò la sua prima moglie, Regina Polacco, nel 1937 ed ebbero una figlia, Clara.  Il 16 ottobre del 1943 Arminio, sua moglie e sua figlia furono arrestati dalle SS, portati al Collegio Militare di Roma e deportati due giorni dopo al campo di sterminio di Aushwitz II-Birkenau. Arrivati al campo Arminio fu separato dalla sua famiglia. Regina e Clara furono uccise nelle camere a gas di Birkenau. Nel novembre del 1943 Arminio fu trasferito da Birkeanu al campo di concentramento di Warschau in Polonia per ripulire le rovine dell’ex ghetto di Varsavia dopo la rivolta dell’aprile del 1943. Nell’agosto del 1944 fu trasferito da Warschau ai campi di concentramento in Germania: Dachau, Mühldorf e Ampfing-Waldlager V. Arminio fu liberato nella primavera del 1945 dalle forze armate statunitensi in Baviera e portato al campo profughi di Feldafing. A Feldafing incontrò la sua seconda moglie, Olga Wiener, anche lei sopravvisuta, che sposò nel luglio del 1945.

Arminio rientrò in Italia con la sua famiglia nel 1949 e divenne dirigente di una compagnia nel settore chimico a Milano. Arminio e Olga ebbero due figlie: Clara e Silvia.  

L’intevista è stata condotta a Milano, Italia, in italiano il 4 marzo 1998. L’intervistatrice è stata Maurina Schinasi e il cameraman Paolo Favaro.

  • [1] Secondo le testimonianze dei prigionieri, il campo di concentramento venne aperto a Varsavia(Polonia) nel luglio/agosto 1943 e chiuso il 24 luglio 1944. Divenne probabilmente un sottocampo di Majdanek nell’aprile 1944.

    Gli internati erano ebrei di varie nazionalità, principalmente ungheresi o greci e nessun polacco. Il campo era situato sulle rovine del ghetto in quella che era stata la prigione sulla via Gesia. Il comando era affidato al SS-Obersturmbanführer Wilhelm Goecke. I prigionieri erano costretti a sgombrare l’area dalle pietre e collezionare materiali utili da costruzione.