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Inclusione ed esclusione : percorsi di convivenza

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Grade Range: 9-12

Introduzione

La cittadinanza è, allo stesso tempo, un concetto giuridico e sociale. Si acquisisce formalmente la cittadinanza di un paese attraverso un complesso percorso amministrativo che, di fatto, costituisce il riconoscimento finale di un ben più lungo e articolato percorso nella storia e nella società di un paese, che ha condotto all’identificazione di una persona o di un gruppo come parte di una comunità. Come è noto, questo è specialmente vero per quei paesi, come l’Italia, che non attribuiscono ancora la cittadinanza sulla base del cosiddetto ius soli (il fatto, cioè, di essere nati nel territorio dello Stato), ma sulla base dello ius sanguinis (l’essere figlio di cittadini italiani).

In ogni caso, che si diventi cittadini perché si nasce in una famiglia o perché si nasce su un territorio, il riconoscimento giuridico di questa appartenenza è il frutto del modo in cui una società si mostra (o meno) pronta a includere le persone e non a escluderle.

La storia ci mostra come, specialmente nei confronti di minoranze (religiose, etniche o anche di “genere” e sessuali) una serie di percorsi, mai semplici e lineari, di inclusione, spesso alternati a momenti di esclusione, abbiano segnato l’atteggiamento complessivo della società nei confronti di queste minoranze. La storia degli ebrei in Europa, a partire dall’Impero Romano e fino ad oggi, segnata da momenti di accettazione, di espulsione, di ghettizzazione, di concessione e negazione dei diritti politici e civili, fino allo sterminio e al successivo pieno riconoscimento, è emblematica di questi percorsi.

Nel 2005 il Consiglio d’Europa ha promosso l’anno della “cittadinanza attraverso l’educazione” sottolineando con forza il ruolo della scuola nell’educazione alla cittadinanza, considerata “un investimento per il futuro democratico dell’Europa”. Come ha sottolineato il Consiglio, la conoscenza e l’assunzione di responsabilità come cittadini, il diritto/dovere alla democrazia, sono qualcosa che si impara e si vive tutti i giorni.

L’educazione alla democrazia poggia anche sul pilastro dell’insegnamento della storia. E l’educazione a quell’aspetto fondamentale di una vita democratica che è la capacità di convivenza pur nelle diversità, può essere utilmente rappresentato anche dalle storie individuali. Le storie dei singoli, delle loro esperienze possono essere vere e proprie parabole esemplificative delle vicende storiche generali e hanno una capacità comunicativa eccezionale.

Alcune esperienze condotte nelle scuole medie e superiori (ma possono essere proposte anche specifiche declinazioni in scuole elementari) utilizzando le storie personali narrate nelle interviste conservate nell’archivio dello USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education hanno mostrato la grande potenzialità di questo strumento, non solo per documentare e spiegare gli eventi storici vissuti dai testimoni (fondamentalmente – ma non esclusivamente – la Shoah) ma anche per indurre alla riflessione sui temi dei diritti, delle discriminazioni, del pregiudizio; di tutto quello, cioè, che è implicito e sotteso a qualunque processo di inclusione o di esclusione nella società.

Si presentano qui alcune proposte di percorsi di studio. Sono solo alcuni esempi che potranno essere sviluppati dagli insegnanti, nei propri contesti, e ampliati attingendo al grande patrimonio delle interviste in Italiano, disponibile integralmente a Roma presso l’Archivio Centrale dello Stato e in collezioni parziali anche in altre città italiane.

Si segnala che per ogni tipologia di intervistato (perseguitati, soccorritori, partigiani, ecc.) qui segnalate, esistono numerose altre interviste che possono anche essere individuate in base alla pertinenza della vicenda al territorio della scuola. In ogni percorso si suggerisce di integrare l’intervista con una breve biografia del testimone (disponibile per gli esempi qui presentati) e si danno indicazioni per possibili sviluppi di ricerca che, naturalmente, possono essere integrati e ampliati a discrezione del docente.

La lezione è fruibile anche sul sito: www.istoreto.it/didattica.

Micaela Procaccia, Soprintendente archivistico per il Piemonte e la Valle d’Aosta, presenta alcune testimonianze tratte dall’archivio dello USC Shoah Foundation Institute e ne offre possibili chiavi di lettura per un utilizzo didattico.

Inclusione / Esclusione

  1. Inclusione: "Un secolo, due primavere"
  2. Esclusione: le Leggi Razziali del 1938
  3. Nuova Inclusione: partecipazione alla Resistenza
  4. Cittadini di fronte all’esclusione: aiutare gli esclusi

Politica e Costituzione

  1. Fare politica, antifascismo e resistenza
  2. La Costituzione, articolo 3: eguaglianza dei cittadini e libertà religiosa
  3. La Costituzione, articolo 34: diritto allo studio
  4. La Costituzione, articolo 3: diritti alle donne.
    L’altra metà del cielo
  5. La Costituzione, articolo 11: rifiuto della guerra

Spunti di riflessione

  1. Spunti di riflessione